Gentile oltre Spaventa

Giovanni Gentile come storico della filosofia italiana assume le linee programmatiche che ritrova nel suo ispiratore essenziale: Bertrando Spaventa e cerca di correggerne i limiti, che gli sembrano essere quelli di essersi mantenuto su una traccia di lavoro generale a cui manca la prova storiografica della verifica particolareggiata. 

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La severa necessità pratica

 

Benedetto Croce

Benedetto Croce non è stato filosofo di ispirazione kantiana. Lo tenevano distante da Kant molte cose, in parte legate all’estetica trascendentale, in parte alle teorie più strettamente estetiche, in parte anche all’indigesta morale categorica. Croce era distante, in generale, dalle concezioni di stampo illuministico: troppo concentrato sulla svolta da dare alla questione della dialettica, dell’arte, della storia, non poteva sentire vicino alla sua sensibilità quell’epoca di nitore anti-storicistico, o apparentemente tale.

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Kant e il terremoto di Messina

Giuseppe Lombardo Radice

Giuseppe Lombardo Radice (1879-1938) è noto per il suo progetto della scuola serena, un modello fondato sullo sviluppo spontaneo e tranquillo delle potenzialità spirituali del bambino. Nel primo governo Mussolini affiancò Gentile nella riforma dell’istruzione dedicandosi in particolare alla scuola elementare. Ed è in questa veste che parla di fanciullo poeta e rivendica per i bambini la schietta poesia, la ingenua ricerca del vero, il rapimento nella contemplazione dei quadri luminosi dell’arte e della vita. Questa serenità, questo rapimento che intendeva istillare nei bambini, non l’accompagnò nel corso della tormentata traduzione della Critica della ragione pura apparsa presso Laterza a Bari nel 1910.

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Gentile a proposito delle origini della filosofia italiana contemporanea

 

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Nell’Introduzione a Le origini della filosofia contemporanea in Italia (prima edizione 1917-1923), Giovanni Gentile delinea con rapidi schizzi da paesaggista consumato lo sfondo sul quale si staglia il ritratto di quella che per lui è la filosofia contemporanea italiana, vale a dire il proprio neo-idealismo e quello di Benedetto Croce che si accinge a dipingere in primo piano. Vale la pena partire dalla descrizione sintetica di questa scorsa sulla prima metà del secolo per avviare una breve ricostruzione storica della filosofia italiana dell’Ottocento.

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la sfida dell’oscurità

foto di Kantiana.Potrebbe sembrare una sfida improponibile quella di rendere Kant ancora più oscuro di quanto non sia. A Mantovani, primo traduttore in assoluto della Critica della ragione pura in una lingua moderna, riuscì di vincere questa sfida.

Ora il vero problema della ragione pura consiste nella dimanda: Come possano i principj sintetici presumersi o preconcepirsi?
Il non essere prima d’ora mai ricorso al pensiero di nessuno tal quisito, come nè tampoco il divario che passa tra i giudizi analitici ed i sintetici, è l’unico motivo, perchè anche fino ad ora la metafisica rimanesse in uno stato sì equivoco d’incertezza e di contraddizioni. (Critica della ragione pura, trad. V. Mantovani, tomo I, p. 247.

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