Kant e un visitatore russo

Il recente volume Kant e l’ortodossia russa di Vera Pozzi, è un interessante itinerario nella formazione di una cultura filosofica in Russia tra il XVIII e il XIX secolo, ma anche un efficace segnavia delle tappe essenziali della prima diffusione di Kant in quel contesto. Il libro, apparso nel 2017, è pubblicato dalla FUP (Firenze University Press), nella collana Premio Istituto Sangalli per la Storia Religiosa (lo studio si era aggiudicato il premio nel 2016).

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Geografia e antropologia

Nel 1843, cioè trentasei anni dopo l’uscita del primo volume della Geografia fisica, l’editore milanese Giovanni Silvestri dà alle stampe un ausilio all’opera di Kant che Augusto Eckerlin aveva tradotto e pubblicato per lui tra il 1807 e il 1881 in sei volumi.

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Kant grande geografo

Lorenzo Nesi, Storia fisica della terraLa traduzione della Geografia fisica di Kant impegnò August Eckerlin a lungo: i sei volumi vennero pubblicati in successione tra il 1807 e il 1811.

Come apparve subito chiaro, si trattava di un lavoro importante, ma privo di uno sforzo di sistematizzazione che avrebbe potuto e dovuto facilitarne la lettura e la consultazione. Questo è poi il motivo principale per il quale all’edizione Vollmer (su cui si basò Eckerlin per la traduzione italiana) si è sempre poi preferita in seguito quella, più snella, curata da Theodor Rink. Per tutte le questioni annesse alla vicenda editoriale si può ora vedere il vol. 26.1 delle Kant’s gesammelte Schriften che contiene le lezioni sulla geografia fisica curate da Werner Stark in collaborazione con Reinhard Brandt (Berlin-New York, de Gruyter, 2009).

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la geografia kantiana in Italia

La geografia kantiana in Italia

frontespizio primo volume della Geografia fisica
Geografia fisica, vol. I

Durante il Regno d’Italia (1805-1814) furono dominanti, sia per motivi politici e militari che per motivi egemonici, i temi legati all’assetto geografico, all’educazione e al diritto. È in queste aree di interesse che si affacciano sulla scena culturale italiana le prime traduzioni di Kant. La Geografia fisica è non a caso dedicata al ministro della guerra Augusto Caffarelli, che figura come primo nella lista degli associati sottoscrittori dell’edizione. Chiusa questa fase storica, la geografia kantiana rienerge nel 1843, con il volume di indici (una sorta di glossario ragionato dell’opera), con cui l’editore Silvestri completa il progetto originario

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