Gentile oltre Spaventa

Giovanni Gentile come storico della filosofia italiana assume le linee programmatiche che ritrova nel suo ispiratore essenziale: Bertrando Spaventa e cerca di correggerne i limiti, che gli sembrano essere quelli di essersi mantenuto su una traccia di lavoro generale a cui manca la prova storiografica della verifica particolareggiata. 

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Napoli, 1843

Come ricordato nel precedente articolo, Bertrando Spaventa attribuiva al 1843 un significato particolare per la nascita di un nuovo movimento filosofico napoletano, più aperto alle correnti di pensiero della filosofia classica tedesca. Si è cercato di individuare in un’esperienza collettiva, quella della rivista «Museo di scienze e letteratura» costituitasi in quell’anno, una delle ragioni che spiegano l’affermazione di Spaventa. Intorno a questa rivista, prosecuzione della precedente esperienza del «Museo di letteratura e filosofia» (1841-1843), lavorano giovani e meno giovani intellettuali che lo stesso Spaventa ricorderà in una famosa pagina autobiografica. Tuttavia il 1843 è anche un anno importante per la storia della divulgazione di Kant a Napoli, ma anche in altre aree italiane.

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