Dal sensismo al criticismo

Negli ultimi articoli abbiamo posto al centro dell’attenzione il 1843, un anno particolare per la diffusione di Kant in Italia. Continuando su questa strada, ci imbattiamo in un momento particolare e a lungo rimasto isolato: il primo commento italiano della Critica della ragione pura, dovuto al piacentino Alfonso Testa (1784-1860).

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La mente e le cose

La filosofia della mente

Prima di dedicare all’esame della filosofia critica uno studio particolare, il cui primo volume è del 1843, Alfonso Testa accenna a Kant nei discorsi sulla Filosofia della mente pubblicati a Piacenza, presso Del Majno, nel 1836. In precedenza aveva già pubblicato una sua Filosofia dell’affetto in due volumi (1829 e 1834) che aveva suscitato un certo scalpore.

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la filosofia non definitiva

Scriveva Alfonso Testa nel 1843, presentando il primo volume del suo commentario Della critica della ragione pura di Kant: Kant ha dato una nuova direzione agli studj filosofici, ma la sua filosofia non è nè compiuta, nè definitiva. La scuola di lui invece ha avuto le sue divisioni come tutte le grandi scuole; come quella di … Leggi tuttola filosofia non definitiva

Cessiamo l’onta

In questa operetta si spongono colla possibile chiarezza le profonde dottrine del filosofo di Konisberga, si esaminano le opposizioni, si ragionano le speranze d’un nuovo scioglimento del gran problema dell’umano sapere, e infine, con apposita dissertazione, s’invitano i pensatori a meditare della operazione  mentale, che è detta Giudizio […] Lo scopo di questi Discorsi è … Leggi tuttoCessiamo l’onta