Vincenzo Mantovani

Vincenzo Mantovani è il primo traduttore della Critica della ragione pura, se si fa eccezione di Friedrich Gottlob Born che aveva tradotto le opere di Kant in latino (Opera ad philosophiam criticam, Lipsiae 1796-1798). Ma chi è stato questo ardito personaggio cui spetta un primato tanto più singolare, se si tiene conto della scarsa adesione dei filosofi italiani al criticismo?

Leggi tuttoVincenzo Mantovani

L’immagine di Kant

Se alcuni non vollero mai guardare in faccia il «volto dell’idolo», vale a dire si rifiutarono di leggerne le opere di Kant, in Italia qualche informazione di carattere divulgativo riguardo alla sua biografia e agli scritti si fece strada. L’irradiazione di Kant in Italia, infatti, per quanto si sia scontrata sia con chi era legato alla tradizione sia con chi guardava già oltre il criticismo, segna anche questo momento essenziale per la vita culturale di un paese: l’illustrazione enciclopedica.

Leggi tuttoL’immagine di Kant

Il metodo francese

Nel 1842 l’economista e patriota Francesco Trinchera (Ostuni 1810-Napoli 1872) diede alle stampe la traduzione delle Lezioni sulla filosofia di Kant di Victor Cousin. Trinchera si aveva tradotto nello stesso periodo la Storia del diritto di Heinrich Ahrens e di lui è anche noto un Vocabolario della lingua italiana del 1861, che è data significativa per un’opera di questo genere.

Leggi tuttoIl metodo francese

Divulgazione di Kant

Quanto era conosciuto Kant in Italia a livello divulgativo, va a dire oltre i confini delle discussioni fra specialisti? Una risposta a questa domanda deve innanzitutto tener conto delle diverse condizioni culturali dell’Ottocento, quando, anche se pochi potevano vantare una formazione culturale di alto livello, questa piccola schiera era però in grado di poter discutere aspetti più tecnici di quanto non sia in grado di fare la corrispondente classe odierna di persone di media cultura, che vive degli stessi specialismi esasperati che dominano la classe di intellettuali di livello scientifico. Andrà anche aggiunto che nell’Ottocento la cultura filosofica godeva ancora di un largo margine di interesse, che viveva spesso nei salotti molto più di quanto non viva attualmente.

Leggi tuttoDivulgazione di Kant

Romagnosi contro la filosofia del diritto di Kant

Com’è noto, per Giandomenico Romagnosi la filosofia di Kant era tra le nuvole, e vi stava nuvolescamente. È avvertenza che fa nel 1828 nello scritto contro Pasquale Galluppi dal titolo Esposizione storico-critica del kantismo e delle consecutive correnti, apparso sulla «Biblioteca Italiana». Qualche anno dopo, nell’affrontare tematiche più vicine ai suoi interessi, torna rapidamente sul Kant filosofo del diritto in un articolo apparso in due puntate sugli «Annali di statistica, economia pubblica, viaggi e commercio».

Leggi tuttoRomagnosi contro la filosofia del diritto di Kant

Prismi storiografici

Nel 1869 Vincenzo Lilla riprende la questione dei rapporti fra Rosmini e Kant, con l’intento di smentire l’ipotesi storiografica di una dipendenza del primo dal secondo, ipotesi avanzata a suo tempo da Bertrando Spaventa che, rispetto alla filosofia italiana contemporanea, aveva collocato il filosofo roveretano allo stesso posto occupato da Kant nella filosofia tedesca.

Leggi tuttoPrismi storiografici

Il primato della geografia

Il 1843, l’anno al quale stiamo dedicando gli ultimi articoli, è importante per la diffusione di Kant in Italia, ma fondamentale anche per la filosofia italiana in generale, perché è l’anno in cui fa la comparsa Del primato morale e civile degli italiani di Vincenzo Gioberti, all’epoca esule a Bruxelles. Il primato dell’Italia, dice Gioberti, deriva dalla sua posizione geografica, che la rende simile all’India e che favorisce lo sviluppo della civiltà: la geografia fisica diventa base di una considerazione geo-politica più ampia.

Leggi tuttoIl primato della geografia

Dal sensismo al criticismo

Negli ultimi articoli abbiamo posto al centro dell’attenzione il 1843, un anno particolare per la diffusione di Kant in Italia. Continuando su questa strada, ci imbattiamo in un momento particolare e a lungo rimasto isolato: il primo commento italiano della Critica della ragione pura, dovuto al piacentino Alfonso Testa (1784-1860).

Leggi tuttoDal sensismo al criticismo

Napoli, 1843

Come ricordato nel precedente articolo, Bertrando Spaventa attribuiva al 1843 un significato particolare per la nascita di un nuovo movimento filosofico napoletano, più aperto alle correnti di pensiero della filosofia classica tedesca. Si è cercato di individuare in un’esperienza collettiva, quella della rivista «Museo di scienze e letteratura» costituitasi in quell’anno, una delle ragioni che spiegano l’affermazione di Spaventa. Intorno a questa rivista, prosecuzione della precedente esperienza del «Museo di letteratura e filosofia» (1841-1843), lavorano giovani e meno giovani intellettuali che lo stesso Spaventa ricorderà in una famosa pagina autobiografica. Tuttavia il 1843 è anche un anno importante per la storia della divulgazione di Kant a Napoli, ma anche in altre aree italiane.

Leggi tuttoNapoli, 1843