l’eco di kantiana

l’eco di kantiana

Benvenuti nella sezione blog del progetto kantiana.it. Questo è lo spazio dedicato a discussioni e interventi su temi collegati al progetto, vale a dire alla irradiazione in Italia della filosofia critica nel corso del XIX secolo. Ma cosa si intende per irradiazione? Forse è questo il momento di fare chiarezza su questa espressione che caratterizza l’idea fin dalla sua nascita.

  1. Il pensiero di Kant non si diffonde in Italia attraverso un particolare portavoce o sostenitore. Quasi nessuno dei primi interpreti, come per esempio Soave, autore della prima monografia in italiano su Kant – che è in buona parte parafrasi del libro di Charles Villers – aveva consuetudine con gli ambienti della cultura tedesca. Non si tratta soltanto di un limite linguistico (che pure giocò un ruolo fondamentale), ma di un’esclusione quasi deliberata da una cultura considerate più nemica che estranea.
  2. Filosofi e critici italiani di primo Ottocento subiscono Kant più che accoglierlo. E lo subiscono nell’interpretazione suggerita da non sempre concordi punti di vista provenienti dai cugini francesi, con i quali, al contrario che coi tedeschi, vi erano molti più consolidati motivi di convivenza.
  3. L’effetto che producono le due condizioni descritte può essere paragonata a un’ondata (o a una serie di ondate) che si propaga per la penisola. Diversa, per fare un confronto chiarificatore, sarà la modalità di accesso alla filosofia hegeliana, che si diffonderà in Italia come un fiume, con il suo letto sorgivo a Napoli e il corso che prosegue per Torino.

Nelle maglie della rete a strascico che caratterizza l’introduzione della filosofia critica in Italia rimangono impigliate anche le traduzioni che pure, almeno inizialmente, furono il frutto del lavoro di personalità che avevano avuto contatti con la Germania (o l’Austria) per motivi professionali. Il primo traduttore di Kant fu Augusto Eckerlin, pittore tedesco e traduttore ufficiale del municipio di Milano. La prima traduzione in assoluto della Critica della ragione pura si deve al medico militare Vincenzo Mantovani che aveva svolto il suo servizio per gli austriaci ed era anche stato a Königsberg.

Il progetto kantiana.it è, in fondo, dedicato a questi pionieri che, nonostante i molti limiti che incontreremo nel loro lavoro, pure hanno dato prova di cogliere un aspetto fondamentale della circolazione di un pensatore: non conta soltanto ciò che una certa cultura convenzionale ne pensa, ma ciò che egli stesso dice e a cui si può prestare l’interpretazione che un traduttore è in grado di ricavarne dal proprio lavoro su quel vero e proprio zoccolo duro che è il testo.