Subito dopo aver intrapreso la traduzione della Geografia fisica – nella quale peraltro esprime qualche dubbio non motivato sull’edizione della Physische Geographie curata da Rink – August Eckerlin pubblica la versione italiana della Pädagogik che lo stesso Rink aveva dato alle stampe nel 1802.
Si tratta della prima traduzione italiana di queste lezioni che hanno goduto di grande fortuna nel nostro paese, risultando la più tradotta nell’Ottocento. Oltre a motivazioni legate al contesto politico e culturale della Lombardia del tempo, l’operazione di Eckerlin sembra voler trovare aggangi più solidi e comuni tra i due versanti del cosmopolitismo di Kant: la conoscenza del mondo (la geografia) e la conoscenza dell’uomo (l’unico animale ad aver bisogno di educazione).
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