Napoli – Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” [73.b.15(1]
scheda SBN
http://id.sbn.it/bid/VIAE012246
Nato su impulso di Christian Wilhelm Hufeland, medico noto per essere l’autore dell’Arte di prolungare la vita umana (apparso anche in traduzione italiana nel 1790), questo breve saggio di Kant, dalle tinte autobiografiche, è uno tra i più diffusi e pubblicati usciti dalla sua penna. Hufeland lo pubblicò nel 1798 sulla rivista Journal der practischen Heilkunde, per poi curarne un’edizione a parte preceduta da una sua prefazione. Probabilmente l’anonimo traduttore italiano si è servito della seconda edizione del volumetto (Leipzig 1824).
Il breve intervento di Kant sulla dietetica venne poi riproposto in una nuova traduzione italiana nel 1882, in un clima che risentiva fortemente dell’influsso del positivismo.
Kant stesso utilizzò lo scritto come terza parte del Conflitto delle Facoltà, pubblicato sempre nel 1798, con intento spiccatamente polemico nei riguardi dello Stato prussiano. Forse per questo motivo esso non venne mai tradotto in italiano in questa prima fase ottocentesca, e soltanto nel 1953 se ne ebbe una traduzione per cura di Alfredo Poggi
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